Cosa: A tutti i bambini affetti da malattie croniche e inguaribili ad alta complessità assistenziale e alle loro famiglie deve essere garantito il diritto di ricevere le cure palliative pediatriche e la terapia del dolore, con la finalità di migliorarne la qualità di vita e di assistenza.

Come: Le Istituzioni devono applicare le norme previste dalla Legge 38/2010 e dai successivi decreti attuativi affinché le cure palliative pediatriche diventino una priorità del sistema socio-sanitario nazionale e regionale, mettendo al centro non solo il paziente pediatrico ma anche tutto il nucleo familiare.

Cosa: A tutti i bambini affetti da malattie croniche e inguaribili ad alta complessità assistenziale e alle famiglie deve essere sempre garantito il diritto alla modulazione del piano assistenziale sulla base delle caratteristiche individuali del paziente e della sua patologia. Ai minori e alle famiglie deve essere assicurata la possibilità di esprimere le proprie preferenze in merito alla tipologia di cure e di assistenza fornita.

Come: Le Istituzioni e i professionisti devono tenere sempre in considerazione le scelte e i desideri del minore indipendentemente dall’età, dall’etnia, dalla religione e dalla patologia. Devono supportare la famiglia promuovendo la pianificazione condivisa delle cure.

Cosa: Tutte le famiglie e le reti relazionali e amicali dei bambini affetti da malattie croniche e inguaribili ad alta complessità assistenziale convivono con difficoltà fisiche, psicologiche e spirituali, a cui si aggiungono problemi economici, organizzativi e lavorativi e la compromissione dei rapporti interpersonali e sociali.

Come: Le Istituzioni devono promuovere azioni per il sostegno anche economico dei caregiver familiari, dei fratelli, delle sorelle e della rete amicale del bambino, coinvolgendo attivamente tutti gli attori presenti sul territorio (enti, reti, associazioni, scuole), sia durante le fasi della malattia sia nella gestione del lutto.

Cosa: A tutti i bambini affetti da malattie croniche e inguaribili ad alta complessità assistenziale deve essere riconosciuto il diritto di vivere le diverse fasi di sviluppo psicologico, emotivo, comunicativo, relazionale, spirituale e sociale, adattando l’assistenza ai differenti bisogni legati alla crescita.

Come: Le Istituzioni e i professionisti devono impegnarsi per evitare l’isolamento del bambino, garantendone la miglior integrazione e coinvolgimento sociale, facilitando l’accesso alle strutture scolastiche, sportive e a tutte le attività che favoriscono l’inclusione.

Cosa: Tutti i bambini affetti da malattie croniche e inguaribili ad alta complessità assistenziale devono ricevere cure e assistenza secondo principi di appropriatezza e proporzione, nel rispetto della dignità individuale, evitando sofferenze a cui non corrisponda alcun reale beneficio ma solo un prolungamento precario e penoso della vita.

Come: Le Istituzioni e la comunità scientifica promuovono il confronto tra professionisti sui temi etici per la definizione degli obiettivi di cura, tenendo conto del parere e dei desideri del bambino e della famiglia, al fine di evitare l’ostinazione irragionevole e l’accanimento clinico e terapeutico.

Cosa: A tutti i bambini deve essere garantita continuità assistenziale specialistica, identificando nella casa il luogo più idoneo alle cure e facilitando la presa in carico e il passaggio tra diversi contesti (reparto ospedaliero, ambulatorio, hospice pediatrico, domicilio), prevedendo in caso di raggiunta età adulta la transizione ai servizi per adulti.

Come: Le Istituzioni devono organizzare la rete di cure palliative pediatriche secondo la Legge 38/2010 e l’Accordo Stato-Regioni del 25 marzo 2021, assicurando a ogni bambino e famiglia una presa in carico continua 7 giorni su 7, 24 ore su 24.

Cosa: Tutti i bambini affetti da malattie croniche e inguaribili ad alta complessità assistenziale devono essere assistiti da un team interdisciplinare dedicato, composto da personale formato e con comprovata esperienza in cure palliative pediatriche e terapia del dolore, coordinato dal centro di riferimento regionale.

Come: Le Istituzioni, come da intesa sottoscritta nella Conferenza Stato-Regioni del 25 luglio 2012 e del 25 marzo 2021, devono deliberare per l’istituzione dei centri specialistici regionali di cure palliative pediatriche, garantendo ai bambini alti livelli di competenza e alle famiglie un unico riferimento.

Cosa: A tutti i bambini deve essere garantita la miglior qualità di cure possibile integrando diverse professionalità e competenze, anche di tipo non sanitario. Il personale deve essere formato in modo specifico per affrontare con competenza i bisogni del paziente e della famiglia e per prevenire i rischi di burnout.

Come: Le Istituzioni devono promuovere la cultura delle cure palliative pediatriche e rendere disponibile un’offerta formativa di qualità, prevedendo formazione di base, aggiornamento continuo e ricerca clinica, integrando diverse figure professionali e riconoscendo il valore del volontariato.